Il bambino in televisione: cantare (non) è (più) un gioco – Gli anni 2000 e la situazione odierna

PARTE 6
LA TESI INTERATTIVA DI FRANCESCO ARMELLIN 

Con gli anni 2000 vanno assottigliandosi sempre di più gli spazi riservati ai bambini sui canali generalisti. La RAI, in un processo di modernizzazione e riconsiderazione del target, è sempre più rivolta alle famiglie ed i bambini, dirottati dapprima da Rai 1 a Rai 2 e poi confinati su Rai 3, vengono trattati sempre più da ‘piccoli adulti’. A reggere sono solo pochi programmi, che con l’avvento dei canali tematici sono stati dirottati su questi ultimi, attualmente Rai Gulp e Rai YoYo. Tra questi il già citato L’Albero Azzurro, che al momento è uno dei pochissimi programmi ancora in produzione, seppur modificato nei contenuti e negli approcci, e la Melevisione, Melevisione Continua a leggere

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Il bambino in televisione: cantare (non) è (più) un gioco – Gli anni ’80 e ’90

PARTE 5
LA TESI INTERATTIVA DI FRANCESCO ARMELLIN 

Con gli anni ’80 la televisione italiana piombò in modo abbastanza risoluto nell’era delle televisioni commerciali. Canale 5, poi Italia 1 e Rete 4 iniziarono la loro programmazione, che se all’inizio poteva risentire dello scarso richiamo dei nomi attraverso cui la syndication le faceva arrivare nelle case di tutta Italia, nel giro di poco tempo acquistarono una notevole fetta di pubblico, grazie anche a programmazioni sempre più accurate e pensate anche e soprattutto dal punto di vista competitivo con le reti RAI – e in parte anche tra di loro. Continua a leggere

Il bambino in televisione: cantare (non) è (più) un gioco – Gli anni ’70

PARTE 4
LA TESI INTERATTIVA DI FRANCESCO ARMELLIN 

Nel periodo che corre tra il 1969 e il 1975, la RAI si trovò di fronte a una serie di cambiamenti interni che andarono di pari passo con le circostanze esterne di un mondo e di un Italia che, complici movimenti del ’68, stava radicalmente voltando pagina. Furono le abitudini, i comportamenti, gli stili, i modelli a cambiare, per tutte le fasce d’età, chi perché direttamente coinvolto – in particolare i giovani adulti – chi per coinvolgimento riflesso, come i bambini figli di questa rivoluzione. Continua a leggere

Il bambino in televisione: cantare (non) è (più) un gioco – La TV dei ragazzi – gli anni ’50 e ’60

PARTE 3
LA TESI INTERATTIVA DI FRANCESCO ARMELLIN

 

Dove non arrivava l’iniziativa di Telescuola e della sua declinazione per gli adulti era una cultura della divulgazione scientifica o, più largamente, dell’educazione degli spettatori del medium televisivo a tutto ciò che non era strettamente legato alle materie scolastiche di base. Continua a leggere

Il bambino in televisione: cantare (non) è (più) un gioco – CENNI STORICI

PARTE 2
LA TESI INTERATTIVA DI FRANCESCO ARMELLIN 

La televisione italiana, ufficialmente, nasce il 3 gennaio 1954.

In quella giornata, come se già il neonato mezzo di comunicazione sapesse che avrebbe dovuto e potuto coprire molti ruoli diversi per il pubblico, da quello informativo e divulgativo fino all’intrattenimento, ebbe già una programmazione varia iniziata con lo storico Arrivi e Partenze condotto da Mike Bongiorno che intervistava star nazionali e internazionali prima che partissero o dopo il loro arrivo nei principali porti e aeroporti del Paese; Continua a leggere

Il bambino in televisione: cantare (non) è (più) un gioco

PARTE 1
LA TESI INTERATTIVA DI FRANCESCO ARMELLIN 

ALMA MATER STUDIORUM – UNIVERSITA’ DI BOLOGNA
SCUOLA DI LETTERE E BENI CULTURALI
Corso di laurea in
Cinema, Televisione e Produzione Multimediale

Il bambino in televisione: cantare (non) è (più) un gioco
Analisi dei format musicali con bambini: il caso Zecchino d’oro.

Tesi di laurea in
Storia Della Radio e Della Televisione

Relatore Prof: Veronica Innocenti
Correlatore Prof. Luca Barra
Presentata da: Francesco Armellin
(Interattività e impaginazione: Francesca Bernardi)

Appello
terzo

Anno accademico
2015-2016


INTRODUZIONE

Vi sono diverse modalità di approccio all’analisi televisiva; in molti casi, le analisi vengono effettuate in modo particolareggiato, prendendo in esame i diversi generi, oppure si procede ad un analisi di tipo storico, o, in misura minore, contenutistico. Tuttavia, è estremamente ridotta la letteratura che si approccia alla televisione per bambini e ragazzi, anche perché spesso la programmazione rivolta a questo particolare pubblico è particolarmente sfuggente ai concetti di genere, come d’altronde lo è sempre di più anche la programmazione televisiva nella sua interezza. Continua a leggere